Testamento biologico, la Camera verso l'approvazione delle Dat

E' ripreso questa mattina, nell'Aula della Camera, l'esame del disegno di legge sul testamento biologico, che dovrebbe essere approvato in giornata. I deputati si stanno pronunciando, a voto segreto sugli emendamenti presentati al testo che disciplina le Dat. E' passato l'emendamento Castellani-Binetti all'articolo 3: alimentazione e idratazione potranno essere sospesi, se non più efficaci "nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo", solo ai malati terminali.
5 AGO 20
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L'articolo 3, relativo ai contenuti e ai limiti della dichiarazione anticipata di trattamento è passato a voto segreto con 274
favorevoli, 225 contrari e sei astenuti. Il testo è il risultato dell'emedamento Castellani-Binetti: alimentazione e idratazione possono essere sospesi, se non più efficaci "nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo", solo ai malati terminali. In ogni caso esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento. "Si garantisce tutta l'assistenza dovuta – ha affermato Paola Binetti (Udc) – a chi non è grado di provvedere a se stesso e contemporaneamente si specifica che niente, invece, va fatto se corrisponde a un aggravamento delle condizioni del paziente in fase terminale". "Con questa precisazione – ha specificato Carla Castellani (Pdl) – si definisce la platea di malati a cui si applicano le Dat, per evitare che possano verificarsi tanti casi Englaro".
E' stato approvato anche il controverso emendamento 6, presentato dal relatore di maggioranza Di Virgilio. L'emendamento prevede che la Dat assuma rilievo nel momento in cui il soggetto si trovi nell'incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze "per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardano". E' proprio questa definizione dell'incapacità di intendere e di volere – in cui non si fa più riferimento generico allo stato vegetativo come nel testo approvato dal Senato – il nodo della discordia fra la maggioranza che sostiene il Ddl, più ampia di quella di governo, e i contrari alla norma. "Tale accertamento – recita l'emendamento – è certificato da un collegio medico formato, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, da un anestesista-rianimatore, da un neurologo, dal medico curante e dal medico specialista nella patologia da cui e' affetto il paziente". E infine previsto che "tali medici, a eccezione del medico curante, sono designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero o, ove necessario, dalla azienda sanitaria locale di competenza".
"Abbiamo voluto dare un dato oggettivo per chiarire quando le Dat hanno valore – ha spiegato Di Virgilio – per evitare ogni soggettività".
E' da febbraio che il Parlamento è alle prese con il disegno di legge sul testamento biologico. Il Foglio aveva organizzato un giro di opinioni sul tema, a cui avevano preso parte Daniele Capezzone, Assuntina Morresi, Roberto Volpi, Eugenia Roccella, Davide Rondoni.
"La legge sul testamento biologico in arrivo alla Camera è lastricata di buone intenzioni, ma è sbagliata irrimediabilmente. Chi l’ha proposta e formulata parte dalla sentenza che ha condannato a morte Eluana Englaro" questo è quanto ha sostenuto Giuliano Ferrara in un'editoriale in cui ha spiegato perché "dare allo stato un potere etico e paternalistico non è la soluzione giusta".
A marzo il premier Berlusconi ha inviato una lettera ai parlamentari di maggioranza in cui spiegava che, malgrado sia improprio legiferare sulla modalità morte degli individui, è l'unica strada per impedire che l'attivismo giudiziario arrivi prima del legislatore. Giuliano Ferrara l'ha commentata qui.
Tra rinvii e rallentamenti, il testo di legge sui Dat è satto ricandalerizzato d'urgenza a maggio. Ma quale è stato il ruolo e il peso dei cattolici in questo iter? Leggi Ridateci il non expedit